Bisceglie, l’Adriatico e Venezia

Il Mar Adriatico lambisce le coste orientali della penisola italiana e s’incunea fra due penisole dell’Europa meridionale: la penisola italiana e la penisola balcanica; all’epoca della Repubblica di Venezia l’intero bacino idrografico era denominato “Golfo di Venezia” per via dell’egemonia incontrastata che la città lagunare esercitava.

La Serenissima, o la Dominante, era la vera regina dei commerci in tutta Europa, porta dell’Oriente e luogo di confine fra l’Occidente cristiano e l’Oriente Greco/Latino prima e Ottomano dopo.

Ad est dell’Adriatico si ergeva un enorme impero multiculturale e multietnico composto da ebrei, cristiani, musulmani e gruppi religiosi minoritari, ad ovest di quel mare la Serenissima era luogo di scambi, incontri e incrocio di culture, capitale economica di tutto un continente per via della sua posizione geografica strategica e centro nevralgico per gli affari; si pensi ad esempio al Fondaco dei Tedeschi (o Fondego in veneziano), punto d’approdo per le merci provenienti dalle ricche regioni della Germania meridionale e sede degli uffici locali dei Fugger, noti bancari e mercanti tedeschi, famosi per essere la famiglia più ricca del Medioevo europeo.

Venezia era un impero, un ricchissimo stato con una struttura politica molto particolare che aveva svariati possedimenti 1 sparsi per il Mediterraneo Orientale, vere e proprie colonie ante-litteram che servivano da basi militari ed economiche per esercitare quell’egemonia dei commerci che ha caratterizzato Venezia per quasi tutta la durata della sua storia. Dall’altra parte dell’Adriatico Ragusa (oggi nota come Dubrovnik, in Croazia) era, sulla carta una piccola repubblica indipendente, di fatto uno stato cliente della Serenissima che considerava la città dalmata come uno strategico avamposto sito al lato opposto del mare.

Nel Medioevo la Serenissima aveva istituito in tutta Italia vari consolati, in particolare sulla costa adriatica e in Puglia dove essi avevano sede presso i porti di Vieste, Manfredonia, Barletta, Trani, Bisceglie,

Molfetta, Giovinazzo, Bari, Mola, Monopoli, Ostuni, Brindisi, Otranto, Gallipoli e Taranto.

F. Hackert, Il Porto di Bisceglie (1790 – Museo Nazionale di S. Martino, Napoli)

In un quadro (geo)politico così variegato Bisceglie presentava modeste caratteristiche mercantili; nel 1211, in pieno Basso-Medioevo, la città pugliese stipula un accordo commerciale con Ragusa col quale le due città adriatiche si accordano sulle franchigie; Bisceglie stipula trattati e accordi commerciali anche con Càttaro(l’attuale Kotor, in Montenegro), Zara, in Croazia, Taranto e alcune città abruzzesi e marchigiane, nel 1317 e ancora nel 1347 Bisceglie stipula accordi anche con Venezia e al tempo stesso promulga i suoi primi Ordinamenti Economici comprendenti una sezione dedicata al trasporto delle merci in mare.

Come conseguenza dei preziosi accordi presi con Ragusa, presso la nostra Porta di Mare 2 sorse un borghetto di pescatori che divenne una colonia slava dei cittadini croati, venuti in Puglia per affari; sempre nella zona dei quartieri che si affacciavano sul mare e sul porto nacque una via, Strada San Marco, in onore degli accordi presi con la Serenissima e in onore del santo patrono della città lagunare.

Secoli dopo gli accordi, nel 1495, in Italia imperversavano guerre, la Serenissima s’impossessò di alcuni porti pugliesi, strategici per essere snodi fra il Basso Adriatico e il Mediterraneo orientale; tali porti erano: Trani, Mola di Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Brindisi, Otranto e Gallipoli.

Per via di connotati economici e mercantili ben più sviluppati, Trani fu scelta come base veneziana nel Nord Barese, la città aveva un importante porto ed era considerata addirittura alla pari con altre Repubbliche Marinare 3 italiane tanto da promulgare nel 1063 il primo codice marittimo del mondo occidentale, gli Ordinementa et consuetudo maris.

Articolo di: Ivan Di Clemente

Grafica di: Alessandro Povia

Staff Pro Loco UNPLI Bisceglie

NOTE:

1: La Repubblica veneziana possedeva più di cento territori d’oltremare sparsi nel Mediterraneo, principalmente nella regione Orientale del mare, i più ricchi e popolosi nonché maggiori per estensione erano Creta, Cipro e l’Eubea, nota all’epoca come Negroponte.

2: L’area di cui si parla corrisponde all’addizione sveva, un quartiere costruito fra il XIII e il XIV secolo.

3: Le Repubbliche Marinare storiche erano quattro: Pisa, Amalfi, Venezia e Genova ma città con simili caratteristiche erano considerate anche Gaeta, Ancona e Noli oltre Ragusa dalmata (Dubrovnik). Queste repubbliche indipendenti esercitavano una grande importanza dal punto di vista economico e avevano basi commerciali in Italia e nel resto del Mediterraneo, nel corso del Basso Medioevo e più avanti nell’Età Moderna solo Venezia e Genova riusciranno a rimanere città ricche e egemoni nella regione meridionale d’Europa.   

26 commenti su “Bisceglie, l’Adriatico e Venezia”

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