“Buxiliae”: La Bisceglie Normanna

Le caratteristiche geografiche della nostra costa hanno caratterizzato la storia della città nei vari secoli, la maggior parte degli studiosi concorda sulla fondazione da parte dei Normanni della città ma si sa che il nostro agro era abitato già in epoche molto antecedenti all’invasione normanna della Puglia.

Secondo tesi non supportate da adeguate prove archeologiche, Bisceglie avrebbe potuto essere una colonia della Magna Grecia, ipotesi derivata dalla somiglianza nella toponomastica locale che collegherebbe la contrada di Navarrino, al confine con l’agro molfettese, con la località di “Nabàrynon” in Messenia, regione del Peloponneso1. La nostra rada fu più probabilmente un “Emporium” ossia uno scalo merci per le popolazioni colonizzatrici elleniche che fondarono la colonia di Ruvo di Puglia, fiorente colonia greca fondata tra il VIII e il V secolo a.C. Inconfutabili prove di un’abitazione o per lo meno di un’assidua frequentazione dei nostri lochi in età imperiale sono gli scavi effettuati nel 1931 presso la Cattedrale, in questa sede si scoprì infatti una necropoli romana e una pavimentazione antecedente di parecchi secoli alla struttura; si sapeva già, d’altronde, che la chiesa posasse su fondamenta ben antecedenti al 1073 – anno di inizio dei lavori – in epoca altomedievale infatti, al posto della Cattedrale sorgeva un tempio pagano o paleocristiano, affiancato da una alta torre; altre tombe di epoca romana furono trovate nel corso di altri lavori (1959 e 1967-1969) questa volta in Via Vittorio Veneto e Via M.R. Imbriani2. A pochi kilometri di distanza dal borgo antico, immerso nelle campagne confinanti con l’agro tranese, vi è il Tempio di Giano, antico luogo di culto legato al Paganesimo ove era venerato il Dio Bifronte, tra le più antiche divinità legate alle religioni romana e italica.

Secoli più tardi, crollato l’Impero Romano ed entrati nel Medioevo, comincia l’epoca delle invasioni dei popoli di origine germanica e l’Italia e la Puglia vengono dominate dagli Ostrogoti, scacciati poi dai Bizantini che vi rimasero sino al VII secolo, quando i Longobardi riuscirono strappare ai Greci Bari e la costa3. Il territorio biscegliese rimase così dal VII al IX secolo sotto il Gastaldato longobardo di Canosa.        

Il territorio biscegliese era sparsamente abitato nel corso dell’Alto Medioevo, le genti vivevano nei casali che secondo la tradizione sarebbero nove (Sagina, Giano, Zappino, Pacciano, Cirignano, San Nicola, Salandro, Santo Stefano e Sant’Andrea). I casali erano dei villaggi fortificati comprendenti torri di avvistamento, stalle, forni, pozzi, talvolta chiesette rupestri e qualche casa contadina nelle vicinanze delle mura. Le popolazioni che abitavano il nostro agro vivevano in questi agglomerati per la poca sicurezza che la costa offriva; essa infatti era luogo di sbarco delle temutissime scorrerie di Saraceni che una volta approdati sulla terraferma cominciavano a saccheggiare e depredare i borghi sulla costa. Dopo la breve parentesi Longobarda la Puglia ricade nei domini Bizantini e vi rimane fino al XI secolo quando cominciò la calata degli “uomini del Nord” ossia i Normanni, essi nel 1042 presero Bisceglie e la città viene assegnata alla Contea di Trani e al suo vassallo Pietro di Trani che, secondo il poeta dell’epoca Guglielmo Appulo, fonda la città con il nome di Buxiliae.

Circondato da due lame sfocianti nell’insenatura naturale che sarebbe poi diventata il porto, nasce dunque la città di Bisceglie che ha come centro nevralgico la Cattedrale da cui a raggiera si diramano le altre strade; le mura normanne furono distrutte secoli più tardi per far spazio a nuove costruzioni e alla più moderna cinta muraria aragonese.

NOTE:

(1): Ipotesi suggerita da Pompeo Sarnelli, vescovo di Bisceglie dal 1692 al 1724. 

(2): La Cattedrale di Bisceglie, Francesco Guarini, Servizio Religioso Stampa dell’UMR – Trani – 1978

(3): Bisceglie nella storia e nell’arte, Mario Cosmai, Eurografica Bisceglie, 2003

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